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IL MoNDo Di CeRebRy

ovvero: come perdere neuroni giorno, dopo giorno...dopo giorno...

laura

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Se almeno voi avete un neurone sopravvissuto...lasciatemi un messaggio!!!
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cristinawrote:
 " L'unica cosa per vivere è chiudere gli occhi e seguire al volo ciò che si sente. Perché è proprio vero che dentro di noi sappiamo già cosa vogliamo."
   Grande nanna saggia decisione!!!!   giocatela fino in fondo!!!  Animoticon
   Baciiii
   Cry
Apr. 17
ciao lally!!!
cazzo ma che bello space che hai fatto!!! non me lo sarei mai aspettato da te... scherzo!! A bocca aperta
 
comunque ti lascio un saluto e VIVA GLI ASSORBENTI iINNOVATIVI!!!!!
 
ciaoooooo
andre
Apr. 1
Picture of Anonymous
Valentina wrote:
Nana nana buona domenica! ho visto bene il tuo blog nei giorni scorsi! molto bello!io non so se avrò voglia di scrivere così tanto sul mio xò! infatti hai notato che   sto inserendo video a raffica??!! bacioni, vale
Mar. 30
Richiwrote:
Ciao Laura!
moh ti lascio un commento anche qui! (qui va bene?)
si xò che ti scrivo?
booooh, xò già qualcosa ho scritto!
Bella lì!
mi raccomando, a presto!
un bacio
Richi
Mar. 6
November 07

L'essenziale e' invisibile agli occhi

In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo..."
"Chi sei?" domando' il piccolo principe, "sei molto carino..."
"Sono una volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono cosi' triste..."
"Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomestica".
"Ah! scusa", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
"Che cosa vuol dire <addomesticare>?"
"Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?"
"Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
"Che cosa vuol dire <addomesticare>?"
"Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?"
"No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "<addomesticare>?"
"E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire <creare dei legami>..."
"Creare dei legami?"
"Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro' per te unica al mondo".
"Comincio a capire" disse il piccolo principe. "C'e' un fiore... credo che mi abbia addomesticato..."
"E' possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla Terra..."
"Oh! non e' sulla Terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembro' perplessa:
"Su un altro pianeta?"
"Si".

"Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
"No".
"Questo mi interessa. E delle galline?"
"No".
"Non c'e' niente di perfetto", sospiro' la volpe. Ma la volpe ritorno' alla sua idea:
"La mia vita e' monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio'. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara' illuminata. Conoscero' un rumore di passi che sara' diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara' uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu' in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e' inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e' triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sara' meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e' dorato, mi fara' pensare a te. E amero' il rumore del vento nel grano..."
La volpe tacque e guardo' a lungo il piccolo principe:
"Per favore... addomesticami", disse.
"Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, pero'. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose".
"Non ci conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno piu' tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia' fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu' amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
"Che cosa bisogna fare?" domando' il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guardero' con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' piu' vicino..."
Il piccolo principe ritorno' l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero' ad essere felice. Col passare dell'ora aumentera' la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro' il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro' mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".
"Che cos'e' un rito?" disse il piccolo principe.
"Anche questa e' una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'e' un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e' un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Cosi' il piccolo principe addomestico' la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "... piangero'".
"La colpa e' tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
"E' vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"E' certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"

"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
Poi soggiunse:
"Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua e' unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalero' un segreto".
Il piccolo principe se ne ando' a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e' per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si puo' morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e' piu' importante di tutte voi, perche' e' lei che ho innaffiata. Perche' e' lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche' e' lei che ho riparata col paravento. Perche' su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche' e' lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche' e' la mia rosa".
E ritorno' dalla volpe.
"Addio", disse.

"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi".
"L'essenziale e' invisibile agli occhi", ripete' il piccolo principe, per ricordarselo.
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi' importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurro' il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verita'. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
"Io sono responsabile della mia rosa..." ripete' il piccolo principe per ricordarselo.

il piccolo principe e la volpe

October 09

ah, i bei tempi...

Oggi stavo spulciando tra le mie foto e...guarda cos'ho trovato?! Il mio nonnino che mi insegna ad andare in bici!!! Cuore rossoMi viene da piangere...Triste Mi ci vorrebbe ancora lui, oggi, a pararmi le chiappe...

io e nonno

Poi ho trovato anche questa: lei era la mia bisnonna...una grande

io e la nonna piera al mio primo compleanno

Poi, una cosa che mi chiedo è: se prima ero così...

26 - Copia

In poco più di 20 anni cosa cavolo mi è successo?! Bah...

Ma una cosa, sicuramente, è rimasta invariata per tutto questo tempo...

22

Voi che dite?!? A bocca aperta

 

October 02

come ha fatto a mancare per tutto questo tempo la mia canzone preferita?!

Effettivamente è una bella domanda...Questa canzone è un concentrato di verità, ogni volta che la ascolto mi chiedo come abbia fatto samuele bersani a dare una forma a questa cozzaglia di sensazioni che, per quanto concrete nel cuore e nello stomaco, sfuggono ogni volta. Per ovvie ragioni, di oggi e di ieri, dedico questa canzone a Marta, a Luca ed alla nostra barca.

Troppo cerebrale per capire
che si può star bene senza complicare il pane,
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote
ma doppiate.
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo
e quando dormo taglia bene l'aquilone,
togli la ragione e lasciami sognare,
lasciami sognare in pace...
Liberi com'eravamo ieri,
dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e
andare fuori
come Mastroianni anni fa,
come la voce guida la pubblicità
ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già
Troppo cerebrale per capire
che si può star bene senza calpestare il cuore,
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi
come sulle aiuole.
Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini
per scivolare meglio sopra l'odio,
Torre di controllo aiuto,
sto finendo l'aria dentro al serbatoio...
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c'e'
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma,
rimane la cera e non ci sei più...
Vuoti di memoria, non c'e' posto
per tenere insieme tutte le puntate di una storia,
piccolissimo particolare,
ti ho perduto senza cattiveria...
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo
e quando dormo taglia bene l'aquilone,
togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace...
Libero com'ero stato ieri,
ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi,
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori...
come Mastroianni anni fa,
sono una nuvola, fra poco pioverà
e non c'e' niente che mi sposta
o vento che mi sposterà...
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c'e'
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma,
rimane la cera e non ci sei più... non ci sei più...

September 26

passando per dovera...

Cercami, come e quando e dove vuoi
cercami, è più facile che mai
cercami, non soltanto nel bisogno
tu cercami, con la volontà e l'impegno, rinventami.
Se mi vuoi allora cercami di più
tornerò solo se ritorni tu
sono stato invadente, eccessivo lo so
il pagliaccio di sempre, anche quello era amore però.
Questa vita ci ha puniti già
troppe quelle verità che ci son rimaste dentro.
Oggi che fatica che si fa
come è finta l'allegria, quanto amaro disincanto.
Io sono qui, insultami feriscimi
sono così, tu prendimi o cancellami
adesso sì tu mi dirai che uomo mai ti aspetti
io mi berrò l'insicurezza che mi dai
l'anima mai farò tacere pure lei
se mai vivrò di questa clandestinità
per sempre.

Fidati, che hanno un peso gli anni miei
fidati, e sorprese non ne avrai
sono quello che vedi io pretese non ho
se davvero mi credi di cercarmi non smettere no.
Questa vita ci ha puniti già
l'insoddisfazione qua c'ha raggiunti facilmente
così poco abili anche noi a non dubitare mai
di una libertà indecente.
Io sono qui ti seguirò ti basterò
non resterò una riserva questo no
dopo di che quale altra alternativa può salvarci.
Io resto qui mettendo a rischio i giorni miei
scomodo sì perché non so tacere mai
adesso sai senza un movente non vivrei
comunque.
Cercami, cercami, non smettere.

September 03

Bentornato!

Dopo 4 mesi di lontananza, di perduto girare per chilometri, di stazione in stazione, ascoltando da sola il dolce rumore degli infiniti treni-merci, pensando a Pelusa e a Steve Katzevic...IERI FINALMENTE GINGO E' TORNATO!!! Lumaca
 
 
E d'ora in poi sarà dei nostri anche VITRUVIO  Regalo
 
           Marca, il suo nuovo amico e il citofono (Brrr...Rabbrividiamo...          Vitruvio Flashato
August 30

T'el Chi: Isola d'Elba 2008

Ecco le mie vacanze all'isola d'Elba in pillole, comprensibili a non più di 4 persone (altre 3 potrebbero in alcuni casi unire i puntini), così, forse, la si finirà di dirmi: "Lally scrivi troppo e mi passa la voglia di leggere”. Non leggete e basta A bocca aperta

Le mie connessioni neurali ricorderanno con ardore Cuore rosso (non in ordine di importanza):

- La numero 39 "Miss Fancazzista 2008", l’inquilina del loculo e l’ardita amante del divano a elle, con la telecronaca dei suoi momenti “M” e l’anoressia da stress (e direi che sotto certi aspetti la vacanza ha sparato...sulla croce verde). Mi raccomando, fai tesoro dello scettro che ti ho passato...spero solo che la mia carriera non finisca qui.

- la numero 38 "Miss Egocentrica 2008", quella che mentre dormiva mi incagnava nell’angolo della camera mortuaria e poi aveva il coraggio di dirmi che la toccavo. Ricorderò di te la mano in tasca, le palle tirate dalla musica di Baglioni del tuo I-Pod, la mignottaggine genetica e il muso lungo da olimpiade

- Piero Angela e il suo preziosissimo adesivo senza il quale io e le mie compagne della Cere-Mobile saremmo sicuramente finite male in autostrada (I love you Piero forever) anche grazie a...

- Cuore Matto remix, con le sue 61 ripetizioni ininterrotte; ovviamente nel 98% dei casi la riproduzione della traccia cd non è andata a compimento completo

- la Moby Lally che grazie a me non è affondata

- Belli Capelli; chissà dove cacchio è finito (ma fortunatamente non abbiamo avuto il tempo sufficiente per affezionarci)

- la Conad di Porto Azzurro con i suoi cassieri, insostituibili rappresentanti della Simpatia geneticamente modificata

- Maria Goretti con i suoi ostinati tentativi di ribellarsi alla clausura con la mignottaggine peggiore che si sia mai vista. Grazie anche per i tuoi balletti alla "Gherrisonssss": porterò nel mio cuore la milza a zigozago.

- La matrigna di cenerentola; noi blasfeme bruceremo all'inferno, sì

- I punti Medusa

- Cade una stella ma dimmi dove siamo? Che te ne frega? Sarà perchè ti amo...

- La piazzola 131, il paradiso dei "cafè di Kim coretti", dei fagioli e dei pisellini freschi di giornata (giuro che i legumi mi stanno simpatici), delle pillole del giorno dopo (aspetto tre marmocchi, che qualcuno si assuma le sue responsabilità) e della bandiera dei pirati, ovviamente napoletana. Sì, notevole anche la puzza di cane morto.

- il Francano devastato dalla pregiudiziale lodigiana, si consola con i rimasugli di dignità e con gli irrinunciabili dischetti di cotone (perchè il regola-barba nei 4 "biuti" non ci stava), costantemente impegnato ad immortalare il suo bel figurino (mai contro-luce, sia mai). Sappi che la foto più bella ce l’abbiamo noi.

- Gigio, quello bravo, carino, intelligente, che per il solo fatto di respirare e di essere salpato all’Elba con l’Armata Rossa, è stato incoronato Uomo Medusa 2008. Hai stracciato tutti.

- il Dade che dal confronto con Francano me ne esce come “il buoooono” ma preserva le sue armi migliori per vincere la battaglia del materassino fucsia. Indelebile sarà il depliant della Moby (o della Toremar?) preso dal sedile dietro della macchina (ok, non era una Fiesta). LULLI’? E-H-Y!

- Roberta (l’altra Miss Limone) e Francesca (scopètta per pompètta), La squadra di Belluno con le sedie da campeggio mezze monche

- Umberto Totti e la sua voglia di lavorare saltami addosso

- Ma dove caxxo vai, c’è il sentiero

- Mia Martini, portavoce dei miei pensieri

- Beloooni, ti è partita L2?

- C'ho ddda fffa!!!

- I fiammiferi del minimarket, irrinunciabili protagonisti del ricatto morale del buon vicinato

- la lampadina spenta, le stelle in cielo, gli articolo 31 nelle orecchie (e tutti che ridono)

- Squirtani in: "meglio a te che a me"

- I Ray Ban abbandonati alla fontana

- I Flinstones (e la borsa nel loro popò)

- Gas-Gas (posso schiacciarlo io?), la fatina buona (oddio che immagine) e il Principe in calzamaglia (...)

- La migliore imitazione dei Pan di Stelle (gran parte del successo è attribuibile alla testimonial)

- Il concerto di Michael al 9A (ai giast chent stop lovin iuuuuuu)

- Mino e i suoi amici cinghiali (braaaaavo!!!)

- No, no! Le foto no....!

- L'infinito quello vero, altro che quello di Leopardi

- Si è fatta una certa

- cccioè, nel zenzo (con tanto di tendinite)

- Gli appuntamenti impliciti fuori dal bagno prima della notte più lunga dell'Elba e quella più corta di Lodi

- Tavernello e le sue Tre Grazie

- I pigiama

- Nana, ti metti le tette?

- Il lutto

- Pane e Nutella

- Luca, se non mi senti più è tornata la Cerebry, metto giù!

- Vuoi anche le scaglie di grana sulla pizza? Sì, grazie

- Mandingou e i suoi amici

- Ah però...

- Le Madri-Natura

- La pasta al pesto senza pesto

- la morte vista in faccia a 25 anni sulla scalinata di cemento

- I capelli cotonati della Squirtani pronti per una festa a tema anni ’80 (era anni ’80, vero?)

- Oh, noi ci veniamo davvero per la pasta, eh!

- Cambiare tutte le vocali per parlare (qualcosa di vagamente simile al) toscano:élena!

- L’arancione e il viola

- Gli accampamenti sulla veranda

- Veniamo qui a parlare con voi perchè non c'è nessuno

- Perchè io adesso inquino! Il mondo la deve pagare...

- Le Cirque du Soleil alla spiaggia di Sant’Andrea

- Squinziani cosa cacchio fai, strisci i piedi?

- La Beloooni travelling

- Le difese dei segreti più profondi che hanno ceduto al fascino del Confessionale

- J.Ax e Banana Jo che hanno cuccato a manetta

- La zuppa di farro

- Yamamay

- La pipì sulla Moby Baby

- sta canzone che MI HA PERSEGUITATO!

 

       

April 18

chi muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente chi passa i giorni a Lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

 

(Pablo Neruda)


 
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